Astrid e i ragazzi di via Bombe

A quindici anni tutto sembra possibile. E tutto sembra per sempre

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Estratto del CAPITOLO 4

[…] All’improvviso sbucò Amanda dalla stradina che, di fronte a via Bombe, sale verso la collina. Mostrava il solito passo deciso, ma non era sola: al suo fianco c’era una ragazza.
«Ragazzi, vi presento Astrid. È una mia nuova amica.»
Rimasi senza parole.
Amanda continuò: «È venuta ad abitare dai nonni, qui vicino. Arriva dalla Danimarca, da una città che si chiama Aarhus.» Poi aggiunse, con un sorriso complice: «A casa sua ci siamo truccate, si vede? Facciamo colpo?»
In effetti Amanda era diversa dal solito: un filo di fard e un accenno di rossetto, una novità per lei. Piccoli segnali che l’infanzia stava davvero finendo.
Ma io guardavo solo l’amica. Era alta, con le trecce bionde che le scendevano sulle spalle e la frangia che sfiorava le sopracciglia. Il vestito celeste lasciava intravedere le ginocchia e le braccia sottili. La carnagione era chiarissima. Gli occhi – contornati da una matita nera un po’ troppo marcata, frutto del gioco con Amanda – erano di un verde intenso, venato di celeste. Ma fu il viso a colpirmi: dolce, armonioso, con la bocca perfettamente disegnata.
Con le ragazze che non conoscevo ero sempre stato impacciato. Ma stavolta era peggio: qualcosa mi chiudeva la gola.
Amanda mi lanciò un’occhiata. «Stefano, non dici niente?»
«Ciao…» balbettai. «Piacere.»
«Piacere mio» rispose Astrid, con un leggero accento straniero. Sorrise. «Amanda mi ha parlato di voi. Dice che siete simpatici.» Ricambiai il sorriso, ma le parole continuavano a mancare. «Ti piace Bologna?» domandò Paolino, rompendo il ghiaccio.
«Sì… è diversa dalla Danimarca. Più… calda. Non solo per il clima.»
«Parli bene l’italiano» continuò Paolino.
«Mia madre è italiana. Ho frequentato i primi due anni delle elementari a Bologna. Poi ci siamo trasferiti in
Danimarca. Mio padre era danese. Adesso, con mia madre, sono tornata qui, dai nonni.»
Ci fu un attimo di silenzio. Lei mi osservava con curiosità, e io distolsi lo sguardo, incapace di reggere il suo. Che stupido, pensai. Con le ragazze ero una vera frana.
«Amanda dice che sei timido» disse lei, gentile.
«Un po’…» ammisi. «Con chi non conosco.»
«Allora mi conoscerai. Così non sarai più timido con me.»
Annuii, non sapendo cosa rispondere. Non capivo se fosse una promessa. Ma mi sembrò la frase più bella che avessi mai sentito. […]

“… è così che tutto è cominciato”

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“Astrid e i ragazzi di via Bombe” prende origine dal racconto breve “I ragazzi di via Bombe“, ambientato nel quartiere Saragozza di Bologna tra la fine degli anni ’60 e i primi ’80 e finalista al concorso letterario SaragozzArte 2025 organizzato dalla Biblioteca Oriano Tassinari Clò di Bologna, di cui rappresenta un naturale sviluppo narrativo, ampliandone l’universo di riferimento

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“Torna indietro nel tempo e rivivi i tuoi ricordi. Che libro meraviglioso! Fin dalla prima pagina ti coinvolge, ti riporta agli anni della tua giovinezza, quando tutto era bello e perfetto o, almeno, così sembrava. Cuore mio calmati!”

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Musica ispirata al romanzo

🎵 Tema di Astrid
🎵 Via Bombe
🎵 Tu cercavi lei, io cercavo te

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